Meditazione del Cardinale Carlo Maria Martini sulla vita eterna

Meditazione del Cardinale Carlo Maria Martini sul dono della vita eterna pubblicata su Avvenire il 12 Febbraio 2009.

Il Dio che ha fatto suoi il tempo e la morte, ha dato a noi la sua vita, nel tempo e per l’eternità. La Pasqua del Signore rivela la solidarietà del Dio vivente alla nostra condizione di "abitatori del tempo", e insieme ci dà la garanzia di essere chiamati a divenire gli "abitatori dell’eternità". Nella "risurrezione" di Cristo ci è promessa la vita, così come nella sua morte ci era assicurata la vicinanza fedele di Dio al dolore e alla morte. La Pasqua è l’evento divino nel quale ci è rivelata e promessa la destinazione del tempo al suo felice compimento nella comunione in Dio. Lo spazio temporale che sta tra l’"ascensione" e il ritorno di Cristo nella gloria appare così come un estendersi del "mistero pasquale" all’intera vicenda umana: nella sofferenza e nella morte, che ancora caratterizzano la nostra storia, si fa presente la sofferenza della Croce, perché la vita del Risorto sia pregustata da chi con Cristo percorre il suo "esodo pasquale". L’intera vita del cristiano è un pellegrinaggio di morte e "risurrezione" continua, vissute con Cristo e in Cristo nello Spirito, portando anzi Cristo in noi, «speranza della gloria». Vigilare è accettare il continuo morire e "risorgere" quale legge della vita cristiana; le condizioni della "vigilanza evangelica" non sono dunque la "stasi" o la "nostalgia", bensì la perenne novità di vita e l’alleanza celebrata sempre nuovamente col Signore Gesù che è venuto e che viene. Nella luce dell’"evento pasquale" si coglie allora il pieno significato cristiano della "morte fisica", ultima vicenda visibile della nostra esistenza. La morte è "evento pasquale" … Continua a leggere nell'allegato

Allegati:
Scarica questo file (Cardinal Martini.pdf)Cardinal Martini.pdf[ ]57 kB
Back to Top