24 Maggio 2020 - Solennità dell'Ascensione

Breve riflessione sulla Solennità dell'ASCENSIONE. Per le letture liturgiche e altri commenti cerca sul CALENDARIO LITURGICO.

L'evangelista Luca non descrive una scena sfolgorante in cui Gesù sale e i suoi vestiti risplendono di luce e non narra gli angeli che acclamano il suo ritorno al Padre. Nel suo racconto invece sottolinea un elemento preso dalle narrazioni dell’Antico Testamento: la nube. Essa nella Bibbia indicava la gloria di Dio che guidava il popolo nel deserto. Nella liturgia di oggi lascia visibilmente gli apostoli promettendo di ritornare in maniera visibile e gloriosa “alla fine dei tempi”. Fra le nubi dell’ascensione e le nubi del suo ritorno a giudicare i vivi e i morti succede il tempo della chiesa. Gesù sale al cielo non per allontanarsi ma per essere più vicino realizzando il sogno più importante e profondo dell’uomo: essere come Dio. Il Gesù risorto come narrano i Vangeli è completamente libero da tutti gli ostacoli della nostra condizione umana. La sua resurrezione è il coronamento della creazione e per mezzo del suo corpo comunica con tutto l’universo in ogni tempo e in ogni luogo. Quando era sulla terra il corpo di Gesù era soggetto ai limiti dello spazio e poteva incontrare fisicamente solo quelli che erano vicino a lui. Con l'ascensione non lascia la comunità dei credenti di Gerusalemme ma vuole incontrare tutti in ogni luogo e tempo ... CONTINUA  A  LEGGERE NELL'ALLEGATO

 

Allegati:
Scarica questo file (Ascensione.pdf)Ascensione.pdf[ ]124 kB
Back to Top